INTERVISTA AL M° JOSE' ALCACER DURA'

Riportiamo di seguito l'intervista fatta dal Resp. Eventi Franco Botticchio al M° Josè Alcàcer Durà, protagonista del 2° Stage formativo per Musicisti e 1° Convegno sulla Cultura Musicale Spagnola che si è svolto a Pescina dal 14 al 16 dicembre 2007 ternimato con un concerto dell'Orchestra di Fiati dei Leoncini d'Abruzzo diretta dal Maestro Valenciano.

Il M° Josè Alcàcer Durà è stato molto disponibile e molto professionale, si riporta di seguito lintervista:

Salve Maestro,come è andata l'esperienza con i "leoncini d ‘Abruzzo?"
L'esperienza è stata molto positiva ed è stato un piacere poter lavorare con la banda.
Una banda giovane, piena di speranze e con tanta voglia di apprendere e di crescere.

Che impressione le hanno fatto?
L'impressione che ho avuto è stata buona, sebbene deve impegnarsi molto.
E' una banda giovane e si deve sfruttare la voglia di questi giovani di lavorare.
L'impegno per la banda deve essere molto importante.

Sono un'orchestra composta da persone di età compresa tra gli 8 e i 50 anni di età e con una preparazione musicale differente.
Ha avuto difficoltà a lavorare con questo organico?

Nessuna,è stato facile lavorare con loro. Sono abituato a lavorare con gruppi con queste caratteristiche e non hanno nulla da invidiare.

Come direttore d'orchestra lei lavora con molte bande ed orchestre del mondo,i cui musicisti hanno una preparazione musicale molto diversa tra di loro,professionale ed amatoriale. Come si lavora con organici di questo tipo?
La cosa principale quando si lavora è il rispetto. Lavorare con una banda di professionisti è più semplice quando è ora di fare musica anche se spesso è difficile relazionarsi con musicisti professionisti. Con una banda amatoriale c'è più da lavorare ma rapportarsi umanamente è più facile.

Come fa un direttore a gestire tale diversità?
L'unica cosa è considerare un musicista amatoriale come un musicista professionista.
Con rispetto e conoscendo i limiti di ciascuno.

Un direttore d'orchestra non è forse un tramite fra le culture? Perché traduce o interpreta le note di un compositore appartenente a una certa cultura insieme a musicisti di certe altre culture e per un pubblico che ha anch'esso una sua specifica cultura.
La musica è universale,non ci sono differenze di cultura. Quando la musica è buona qualunque persona può apprezzarla. Tuttavia è difficile che un italiano capisca il "pasodoble" spagnolo anche se si sa che il "pasodoble" è in Spagna la stessa cosa che la Marcia in Italia.

Lei dirige la banda a Valencia,insegna per il Conservatorio e l'Università di Valencia. Inoltre si esibisce come direttore ospite in molte altre parti del mondo.
Questo richiede un alto livello di competenza interculturale? Che differenza c'è tra dirigere in Spagna e in Italia?Come si prepara a lavorare in queste nazioni diverse?
La prima cosa è conoscere bene la lingua dove si va a lavorare,poiché anche se è vero che la musica non ha differenze di lingua, spesso deve esprimere concetti che aiutano il musicista ad interpretare la musica .
Inoltre nel mio modo di lavorare è importante la comunicazione,per cui la lingua è molto importante.
Quindi lavorare con la banda in Italia,in Spagna o in Cina è la stessa cosa.
Qual è stata l'esperienza più bella e divertente,all'estero?
Sono tante le esperienze,ma il più recente è il ricordo del terzo clarinetto della banda dei Leoncini, una bambina che ogni volta che io parlavo alla banda, il suo viso attento era meraviglioso.

Lei si sente più un viaggiatore o un ambasciatore tra le diverse culture?
Mi piace essere un viaggiatore e conoscere molte persone,però in realtà ,il mio unico intento è trasmettere il mio modo di fare musica e insegnare la mia musica al musicista.

Che cos'è per lei la banda?
Oggi per me la banda è una forma di vita. La banda è tutto,tutto ciò che mi permette di conoscere gente e trasmettere la mia musica.

Qual è lo stato di salute del mondo bandistico italiano?
Il paziente è malato,sebbene ancora batta il suo cuore.
Parlando con molti professionisti italiani di bande musicali, tutti pensano che non c'è soluzione. Io credo che se, il mondo bandistico italiano rimane vergine,è solo necessario l'appoggio delle istituzioni e direttori che hanno voglia di lavorare.

Come si integrano le bande nel tessuto sociale e culturale?
Partiamo dal fatto che la banda è qualcosa che nessuno rispetta,per questo ci sono professionisti che si dedicano alla dignità della banda.
La banda è l'orchestra del XXI secolo e credo che se si lavorerà bene sarà un punto di riferimento culturale di questo secolo.

Tutto ciò presuppone un modo nuovo di amministrare e sostenere economicamente queste strutture?
Perché una banda funzioni bene deve avere un sostegno economico.
Oggigiorno i giovani hanno tante attività ed è difficile che la musica sia l'unica .

Per finire ,pensi che la banda abbia un futuro o sia destinata ad un declino?
La banda è l'Orchestra del XXI secolo.

franco botticchio